Xylella: parte l’ultimatum a firma dello Stato

L’inganno della xylella porta la firma dello Stato. È partito l’ultimatum: 3103 ulivi saranno sradicati tra dieci giorni. 3103.

Ieri sono rientrato a casa davvero turbato. Tira una brutta aria nelle campagne del Nord Salento. Gli agenti della Guardia Forestale in questi giorni stanno attuando il Piano Silletti bis: piovono notifiche nei comuni del leccese e del brindisino, ma soprattutto a Torchiarolo e Trepuzzi.

ulivi

Lo Stato sta violando tutte le norme di legge previste a garanzia dei cittadini. Siamo al di fuori della normativa ordinaria, quella che contempla il principio di buon andamento dell’azione amministrativa, il principio di trasparenza, il diritto di difesa dei cittadini da un provvedimento per loro pregiudizievole. Gli olivicoltori che hanno la sventura di avere anche un solo albero “dichiarato infetto da xylella” dovranno procedere da soli a sradicare ogni albero, e tutto quanto c’è attorno nel raggio di 100 metri, in dieci giorni, dopo averli irrorati di veleni, mentre i proprietari che si rifiuteranno di adempiere alle disposizioni subiranno comunque i tagli da parte dell’Arif (Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali) e dovranno pagare la sanzione nella misura stabilita dal commissario Silletti (anche se di fatto l’Arif è stata comunque pagata per eseguire le operazioni).

Come sono gli atti che vengono notificati? 

Non risulta nemmeno quali e quanti siano gli alberi infetti, quali e quanti siano gli alberi sani da eradicare comunque. Si parla solo di alberi individuati sul terreno dall’ispettore sanitario, ma nulla di certo, nulla di scritto. Non si evince quando sono stati effettuati i campionamenti sugli alberi, né da chi; non viene menzionato il tipo di test utilizzato, il laboratorio all’interno del quale sono stati effettuati gli esami, né il metodo utilizzato. Non è nemmeno riportato che gli alberi da abbattere sono o meno affetti da xylella o qualsivoglia malattia. Va precisato che i proprietari non erano presenti al momento dei prelievi dei campioni. Se uno dei proprietari volesse conoscere i risultati delle analisi, questo non è possibile. Deve solo fidarsi. Mistero della fede. La possibilità di proporre ricorso al TAR o al Prefetto non è nemmeno menzionata. Non è indicato nemmeno il responsabile del procedimento, ma solo l’incaricato della notifica (http://www.tagpress.it/…/xylella-la-fine-dello-stato-di-dir…).

Ed in che modo vengono notificati? «Devi firmare, punto e basta!». Oppure si ricorre al raggiro, notificando gli atti ad anziani proprietari, magari soli in casa e raggiunti dalle auto della Forestale. Spesso sono anziani che non sanno cosa firmano, ma vengono “convinti” a firmare un documento di 7 pagine. Soprattutto, non viene loro detto che il piano di eradicazioni prevede l’obbligo di eradicare tutte le piante presenti nel raggio di 100 metri dall’ulivo “dichiarato infetto da xylella”. Così perderanno tutto: mandorli, ciliegi, vitigni.

La ridicolaggine, il pressapochismo e la malafede di questo piano sta nei numeri: nei focolai della Provincia di Brindisi sono state calcolate 1024 piante presenti e… 2032 piante da estirpare! Tra l’altro su 8 piante infette, sempre per via della regola dei cento metri da ogni singola pianta. Si legge sul sito de Il popolo degli ulivi:

Non scordiamo che nell’aprile del 2014 nello stesso comune del Nord Salento vennero abbattuti 64 ulivi (furono 105 in tutto gli alberi estirpati nei 5 focolai della provincia di Lecce che subirono le misure in quei giorni) con la scusante che con quei “sacrifici” si sarebbero scongiurate future estirpazioni, perché quei tagli avrebbero salvato altri alberi. Una menzogna, perché se fosse xylella fastidiosa la sola ed unica causa del male (ad oggi sono ancora carenti i test di patogenicità) dal momento che una volta che il batterio s’insedia in un territorio viene ospitato da circa 180 specie vegetali per cui il sacrificio degli ulivi, anche se dovessero toglierli tutti, sarebbe del tutto inutile. Infine, giusto per concludere, sappiate che per definire un albero “malato” occorre un campionamento e l’analisi delle piante (art. 8.2 DM 19 giugno 2015, da cui il Piano Silletti dipende…). Quindi siamo tanto curiosi di sapere se ai proprietari degli alberi da abbattere saranno precedentemente notificati anche i risultati delle analisi. Perché finora non l’hanno mai fatto” (http://ilpopolodegliulivi.altervista.org/piano-silletti-2-…/).

Soluzioni alternative ne sono state offerte, ma non se ne parla proprio. Al Sud i milioni di euro arrivano spediti solo quando si tratta di sradicare. Ovviamente vige il divieto di reimpianto: laddove si sradicano gli ulivi non si piantano più ulivi. Il deserto.

Distruzione insensata ed avvelenamento perenne di un territorio. Distruzione della sua economia. Distruzione della sua irrinunciabile identità ereditata nei secoli.

Della politica non vale più la pena parlarne.

Affermare che il Salento è sotto attacco non è più un’esagerazione.

#frodexylella

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