Unioni civili: si riempie un vuoto, ma si marca un confine

approvazione legge unioni civili Cirinnà Roma

Non c’è da ringraziare nessuna forza politica per la legge sulle unioni civili, peraltro monca e altrove già superata da tempo, approvata l’11 maggio 2016, e ciò per due semplici ragioni: la prima ragione, di natura formale, è che i diritti umani non sono una concessione, quindi non si chiedono, al massimo si pretendono. La seconda ragione, quella sostanziale, è che questa legge non è certo frutto di autentica volontà politica, ma l’esito obbligato per un Paese che non aveva più scelta, dato che da tempo ormai era fuori dalla legalità europea in tema di discriminazione.  

Molte sono le amare constatazioni di chi lotta per i diritti delle coppie gay e lesbiche. Questa legge non è sufficiente: arriva con un ritardo storico senza pari in Occidente, e nonostante questo non rimuove la discriminazione nei confronti delle coppie omosessuali, perché non concede loro la piena parificazione in diritti e dignità.

D’altra parte, non era certo possibile attendersi l’uguaglianza dalle forze politiche che hanno trovato un accordo al ribasso dopo aver terminato un dibattito incredibilmente violento e disgustoso: un dibattito che ha messo in luce, in modo politicamente trasversale, il peggio della sottocultura patriarcale nazionale in termini di luridume omofobico, così come la sua rappresentanza in Parlamento.

Prima c’erano zero diritti e adesso ce ne sono alcuni, questo è oggettivo. Non sono solo diritti civili, attinenti cioè alla libertà dell’individuo, ma soprattutto diritti sociali, e potrebbero quindi segnare l’avvio di un percorso verso una piena uguaglianza sostanziale. Tuttavia permane la discriminazione tra le coppie eterosessuali che contraggono matrimonio e quelle omosessuali che contraggono l’unione civile: ogni riferimento alla famiglia e alla vita familiare è stato ipocritamente cancellato (parlando delle unioni civili come una semplice «specifica formazione sociale»), così come il dovere di fedeltà (una trovata indecente della destra per stabilire una differenza dirimente tra i due istituti) e la tutela giuridica dei figli delle persone omosessuali. Un insulto.

Sostanzialmente questa legge, mentre riempie un vuoto giuridico, marca prontamente un confine: le coppie gay e lesbiche che desideravano un riconoscimento da parte dello Stato non sono uguali per legge alle coppie eterosessuali. Paradossalmente, è solo a partire da adesso che le coppie omosessuali diventano giuridicamente discriminate. Però (paradossalmente) solo a partire da adesso esistono nel quadro giuridico, sia per lo stato che per la società: non essendo più fantasmi, ma soggetti che, attraverso la lotta, possono ambire a raggiungere la piena uguaglianza, bisognerà necessariamente misurarsi con questo dato di realtà e non si potrà più prescindere da loro e dalle loro ragioni.

Da sottolineare anche un altro paradosso: il governo più liberista della storia repubblicana, quello che ha eroso diritti come mai prima d’ora, ha riconosciuto per la prima volta una manciata di diritti, non mancando di strumentalizzare una parte della popolazione, finora priva di riconoscimento giuridico e che quindi potrebbe accontentarsi di poco, per lavarsi di dosso un po’ di malcontento sociale. 

Rispetto a quella parte della società italiana ostile e violenta (nei pensieri, nelle azioni, nel linguaggio) in fatto di diritti per le persone omosessuali, una legge (perfino una legge come questa che continua a discriminare, considerato a quale infimo livello della scala di civiltà si collocano i soggetti in questione) può quantomeno tirare una linea: chi è rimasto dall’altra parte, chi discrimina, chi diffonde odio, o chi soltanto coltiva nel più recondito angolo di sé un pregiudizio che magari negli ultimi tempi è divenuto inconfessabile, ma che resiste all’ombra di una falsa coscienza, sarà costretto a misurarsi con l’esistenza delle coppie omosessuali, ora giuridicamente sancita. 

Per chi combatte per la piena uguaglianza, invece, non c’è scelta: la lotta verso il matrimonio egualitario e tutti i diritti per tutte e tutti deve essere necessariamente proseguita, contando solo su questo. Volere tutto e volerlo adesso. I diritti umani ed il rispetto delle persone sono una cosa seria, non un risiko parlamentare di bassa lega. 

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