Ulivi abbattuti a colpi di ruspa: una sciagura biblica

Vorrei che coloro che non vivono in Puglia vedessero con i loro occhi l’enormità del disastro che si sta consumando sotto ai nostri occhi. Vorrei che sapessero che ieri sono stati sradicati altri 923 ulivi con un colpo di ruspa, perché in questo modo si eradicano molte piante rapidamente e si battono sul tempo i contestatori. Stiamo parlando in gran parte di piante sane, molte di queste secolari, piene di olive che non è stato concesso neanche di raccogliere, ma che si trovano nel raggio di 100 metri da quelle dichiarate infette. Ieri hanno agito in particolare a San Pietro Vernotico.

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Vorrei che sapessero che l’azienda vitivinicola Tormaresca, di proprietà dei toscani Antinori, ha deciso di ottemperare al piano Silletti: gli ulivi ritenuti infetti sarebbero appena 8, ma ne sradicheranno 800! “Vittime collaterali”, colpevoli di sorgere sempre nel raggio di 100 metri dalle piante malate. Ieri sono spariti i primi 100 e le ruspe andranno avanti per tutta la settimana. Le voci insistenti circa l’occasione ghiotta colta dall’azienda per togliere gli ulivi e rimpiazzarli con vitigni non sono state né confermate né smentite dai proprietari. 

Vorrei che sapessero che nel piccolo comune di Torchiarolo le ruspe si sono fermate e la comunità tutta è fermamente intenzionata a resistere. Altrove, invece, si respira un’aria diversa.
Ci sono cittadini che ricorrono al TAR, che disobbediscono e piantano ulivi, che informano, che mobilitano per quanto possibile.

Vorrei che sapessero che le ombre più pesanti su questa sciagura si concentrano in Italia ed in Puglia, e che la vicenda origina da frettolose e molto sospette decisioni politiche regionali che precedono perfino le evidenze scientifiche.

Vorrei che sapessero che Michele Emiliano non ha mantenuto la parola data in campagna elettorale.

Vorrei che sapessero che quando gli interessi sono molto forti non esistono referenti politici e che il centrosinistra è artefice di tutto questo, scegliendo la strada della desertificazione e non della ricerca.

Vorrei che sapessero che rischia di scomparire un intero territorio, un patrimonio boschivo unico al mondo, un paesaggio irripetibile, un’identità millenaria, il diritto alla salute ed all’ambiente.

Vorrei che ne parlassero con i loro amici.

Vorrei che sapessero che questa sciagura pianificata è di proporzioni bibliche e che di questo passo della foresta di ulivi del Salento resterà il deserto.

#frodexylella

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