Quando il fango di Idomeni ci travolgerà

In molti ci speravano, ma non osavano dirlo apertamente. Invece non c’era riuscito né il mare spaventoso, né il rigidissimo inverno balcanico, né i trafficanti, né la violenza del manganello, né l’esproprio legale di denari e oggetti di valore, né la barbarie melmosa di un campo artatamente tenuto in piedi.

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Idomeni, marzo 2016. Immagine da Fotomovimiento @Flickr

Con una trovata della massima ipocrisia i media hanno parlato di «ricatto della Turchia all’Ue». Se l’Europa non avesse voluto scegliersi un nuovo sgherro a fare da gendarme del Mediterraneo orientale e avesse deciso di accogliere queste persone non ci sarebbe stato nessun «ricatto»: controlli scrupolosi, ma passaggi consentiti e magari traghetti disponibili.

Ce lo diciamo da mesi: l’Europa non li vuole, semplicemente, ma non osa dirlo apertamente. «Contenere i flussi» significherà far arrestare chi vorrà passare, senza sporcarsi le mani.

Da oggi i governi d’Europa (conservatori e progressisti sono da tempo parole senza contenuto effettivo) chiudono per sempre la porta di Idomeni (o almeno è quel che sperano di fare) tra un sorriso beffardo ed uno sguardo contrito per un mondo così malvagio. Tutto quello che si trova al di là della porta è presentato come un indistinto, nebuloso problema che si è evitato accuratamente di analizzare, per non rischiare di dover dare troppe spiegazioni.

È molto semplice, la formula aurea è quella di sempre, che abbiamo appreso in questi anni: «Non ce lo possiamo permettere».

È passata l’ultima notte, quella dell’ultima corsa per mare verso la sassaiola delle isole dell’Egeo. Qualcuno è annegato, anche due bambini.

Gli ingredienti per alimentare la rinascita di movimenti filonazisti ci sono tutti. Proviamo a ricomporre in unità il disumano cinismo assieme all’esproprio della democrazia che i governi d’Europa hanno ormai sdoganato. Proviamo a dargli un nome, prima che in Europa dell’umanità resti solo questo: il nome, appunto. 

Scivoliamo sempre più in basso, spiritualmente e materialmente, e purtroppo non si vede all’orizzonte alcun appiglio per resistere a questo irresistibile precipizio. Perché tout se tient e il fango di Idomeni certamente ci travolgerà.

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