Aleppo brucia e tutto tace. Ci vediamo il prossimo 25 Aprile

Aleppo_massacro_Assad_civili_Russia_23 settembre

Genocidio. Non è Pompei, è Aleppo est. Madre con figli uccisi nel sonno. «Qual è l’alternativa? Chi dovrebbe rimpiazzare Assad se venisse spodestato?». Mah, non saprei: forse qualcuno che non seppellirebbe vivi una madre e i suoi figli?

Nella giornata di ieri 200 bombardamenti, 100 morti e altrettanti feriti ad opera di Assad e della Russia. Colpiti anche 3 dei 4 centri degli Elmetti bianchi, il corpo di protezione civile. Lo stesso corpo che stamattina ha scritto su Twitter: «All Aleppo teams and volunteers active across the city – hundreds trapped under rubble from indiscriminate air strikes. Hospitals overwhelmed». Decine di immagini orribili.

Una città di migliaia di anni annientata dall’imperialismo russo, circondata da truppe di occupazione iraniane, con gli USA che osservano il massacro e la sinistra che supporta la nuova «guerra al terrore». O tace. Ricorderemo: questa gente lottò per la democrazia e il mondo contribuì a schiacciarla.

Oggi ci sarà una manifestazione a Roma «in sostegno al popolo curdo»: non troveresti la parola “Assad” neanche a pagarla. Perché da Aleppo a Daraa non c’è nulla da difendere, non c’è presenza umana degna di difesa, solo terroristi, solo Isis: elementare, no? Peccato che dimenticarsi della lotta dei rivoluzionari arabi contro il regime di Assad darà solo spazio alla reazione contro arabi e contro curdi. Nessuno sarà risparmiato. Gli eventi delle ultime settimane stanno lì a dimostrarlo, ma si sa, sulla Siria i fatti considerati nella loro totalità non contano nulla.

Immagino un piccolo abitante di Aleppo chiedere: «Ce la fai a spiegarmi la differenza tra destra e sinistra? Mi sfugge. E ce la fai a spiegarla a tutti gli altri qui?». Forse risponderei: «In realtà qualcuno ha dimenticato di illustrarti alcuni dettagli. L’antifascismo non è che valga proprio ovunque. Per esempio, si nutrono forti dubbi se mettere in campo o meno il discorso antifascista dalle vostre parti. Facciamo così, il prossimo 25 aprile, se non sei morto prima, glielo chiedi direttamente: L’antifascismo vale per me o no? Come devo fare? Devo acquistare un pass? Devo sostenere un colloquio? E vale solo per i minori o anche per gli adulti?».

Il silenzio è ormai intollerabile. Di fronte a questo orrore non si ode nient’altro che quello e la sinistra, i suoi militanti, hanno un serissimo problema di natura morale con cui dover fare i conti. È pacifico.

Attraverso questo silenzio essi scelgono convenientemente di ignorare tutte le realtà di una guerra in cui un numero senza fine di civili continua a morire. Allo scopo di preservare la fantasia di Assad come “male minore”, essi trattano in modo persistente le sue vittime come una massa senza nome e senza volto, secondo lo stesso meccanismo di disumanizzazione di cui sono stati sempre vittime i palestinesi.

Le loro evidenti incongruenze continuano a dimostrare quanto, anche a sinistra, si possa essere intellettualmente volubili, dogmatici e moralmente incapaci.

Una Lena Impazienza pagina Facebook Mi piace

 

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